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MUSICA. L’INTERVISTA A RICCARDO CERES, autore delle musiche di Perez. | Napoli, il cinema e altre mozzarella-stories

Due domande ad un giovane compositore di talento, Riccardo Ceres. Nel suo background c’è senza dubbio la Campania, sua terra natìa e poi tanto jazz, tanti apprezzamenti e una collaborazione artistica, quella col regista Edoardo De Angelis che, dopo due capitoli particolarmente riusciti (Mozzarella Stories e Perez.) sembra destinata a durare nel tempo. A due settimane dal Globo d’Oro conquistato da Luca Zingaretti per la sua interpretazione in Perez., Ceres ci parla di Napoli, di cinema, del suo coinvolgimento nel progetto Perez., ma non solo. 

“…putroppo le persone hanno smesso di leggere i testi delle canzoni”- R. Ceres

Da campano, perché la camorra al cinema e in tv suscita tanto interesse su scala nazionale in questo momento?

Credo che la camorra/mafia susciti l’interesse che susciterebbe qualsiasi cosa di cui si fa fatica a parlare. Alcuni fanno finta che non esista ma tutti vogliono sapere spiando dal buco della serratura in modo da non essere visti e non assumendo una posizione decisa, chiara e alla luce del sole. Sono decenni che gli americani propongono gangster movies di successo con al centro intrecci di “famiglie” italiane, colorandoli con tratti che appartengono ad un passato da emigrante con il capello impomatato, i mega pranzi di famiglia, l’amichetta di turno, l’onore e le sue discutibili regole, la bella vita e la pistola facile. Credo che il tratto che adesso interessi davvero il pubblico sia che in realtà queste organizzazioni sono delle “aziende” di successo, che non conoscono crisi e con a capo persone che volano basso ma che sono fini economisti e che se devono far fuori qualcuno non lo fanno di certo in Cadillac e con un vestito da duemila euro. La realtà e la presa di coscienza della realtà sono sempre più shoccanti e crude e credo che uno spettatore sia molto più eccitato nel venire a conoscenza che quello che sta vedendo sullo schermo si avvicini quasi al cento per cento della verità e di quello che ci circonda.

Quanto ha contato la tua amicizia/collaborazione con De Angelis nel tuo percorso artistico? E Luca Zingaretti è davvero, come molti dicono, il migliore attore italiano?

Sicuramente da un punto di vista cinematografico l’incontro con Edoardo è stato ed è il più importante della mia vita da compositore. Con lui c’è grande empatia, si lavora già dalla sceneggiatura e spesso alcuni provini che gli mando, sfruttando le sensazioni che ho avuto da quello che lui ha scritto, diventano parte integrante del film già prima di essere girato. Penso che Edoardo sarà parte fondamentale e “fresca” del futuro del cinema italiano. Mi chiedi di Luca? Non mi piace fare classifiche, ogni artista ha una sua personalità ben precisa e definita e ruoli che possono esaltarlo o affossarlo. Un film è un insieme di cose che funzionano e ne basta una fallace per scomporre la grammatica di un buon film. Quello che mi sento di dirti è che per me Luca è sicuramente un grande attore, ma soprattutto una bella persona ed un professionista meticoloso e che non lascia nulla al caso.

“Penso che Edoardo [De Angelis ndr] sarà parte fondamentale e “fresca” del futuro del cinema italiano. Quanto a me…I feel blue e quando ti senti blue non puoi fare altro che esprimere quello che hai dentro esattamente com’è e senza fronzoli”- R. Ceres

Chi sono i tuoi compositori di riferimento?

Mi piacciono molto Trovajoli, Bill Conti, Terence Blanchard, Wojciech Kilar, Detto Mariano, Micalizzi e molti altri, ma sinceramente quando sono su un film cerco di ascoltare il meno possibile per cercare di seguire in maniera più lucida e originale possibile la sceneggiatura.

Il Centro Direzionale di Napoli è stato la chiave per cambiare registro, passando dal solito gangster movie contemporaneo al noir. In tutto l’arco della visione di Perez. si respira un forte desiderio di filmare e musicare Napoli in maniera inedita, lontana dai soliti cliché. Quanto ti ha ispirato questa variante di De Angelis?

Perez è il film che aspettavo e più che un film noir lo definirei un film blue, il termine blues deriva proprio da blue. I feel blue e quando ti senti blue non puoi fare altro che esprimere quello che hai dentro esattamente com’è e senza fronzoli. Quando si leggono aforismi e frasi famose spesso alcuni sbottano in un “Cavolo, ma io ‘sta cosa l’ho sempre pensata!”. Il problema, rispondo io, è che non l’hai mai scritta in quel modo diverso, semplice e fuori dagli schemi. La bellezza e la difficoltà di fare un film come Perez. è proprio questa, parlare di una città che conosce tutto il mondo per le sue bellezze e per i fatti di una cronaca ormai annunciata in modo originale e soprattutto rischiando il tutto per tutto.

Spesso l’artista rischia derive snobistiche che lo allontanano dalle persone comuni. Non è il tuo caso, visto che in tutte le interviste che rilasci ti soffermi sempre a parlare dell’importanza del pubblico. Qual è la tua posizione a riguardo e cosa pensi di Vinicio Capossela?

Sinceramente non esprimo opinioni su chi non conosco, credo sia un bravo artista. Le mie fonti di ispirazione sono altre, se questa era la risposta che cercavi ponendomi questa domanda. Le canzoni sono fatte di musica e di parole e putroppo le persone hanno smesso di leggere i testi. Grazie all’invasione dei prodotti d’oltre oceano e alla lingua inglese molti ascoltatori non sanno neanche una parola di quello che un performer sta cantando, perchè non conoscono le lingue, e questo ha generato un flusso malato per il quale è il motivetto quello che vince, oppure il video clip con più tette e culi. La lingua italiana è la più bella del mondo, insieme a quella napoletana, ed un cantautore che scrive canzoni, a meno che non copi, non scriverà mai storie e parole che ha scritto un altro. Le vite delle persone possono sembrare in alcuni tratti simili, ma sono profondamente diverse, basta leggerle per accorgersene.

“La bellezza e la difficoltà di fare un film come Perez. è proprio parlare di una città che conosce tutto il mondo per le sue bellezze e per i fatti di una cronaca in modo originale e soprattutto rischiando il tutto per tutto”- R. Ceres

Quando introdoci la musica in un film ti capita mai di pensare “Preferisco decisamente questo a quello” oppure “Questo è decisamente nelle mie corde”? E’ più stimolante musicare un napoletan pulp movie come Mozzarella Stories o un noir urbano come Perez.?

Quando introduco la musica in un film in realtà non penso. E’ come se una specie di demone si impossessasse di me e, quando mi lascia, riascolto quello che ho fatto e lì decido se quella è la cosa giusta da proporre. A volte va bene, a volte meno. Mozzarella Stories e Perez. sono due film molto diversi, la cosa più stimolante è stata musicarli entrambi proprio perchè il vero ruolo del compositore, a mio avviso, è quello di mettersi al servizio dell’immagine. Non riuscire a immaginare musica sotto una determinata scena sol perchè non è nelle tue corde, o non fa parte del tuo retaggio culturale credo che dovrebbe far riflettere qualsiasi compositore sul suo futuro come tale. Mozzarella Stories e Perez, sono due film che rifarei ad occhi chiusi e cuore aperto.

LEGGI QUI LA NOSTRA RECENSIONE DI PEREZ.

Author: copyisteria

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