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POESIA. SCRITTI DI CUORE. L’incontro con Franco Arminio | Una piccola grande rivoluzione

Si chiama “Scritti di Cuore” ed è una serie di incontri all’insegna della letteratura e dell’Amore voluta dall’ ULI (Unione Lettori Italiani), dal Comune di Campobasso- Assessorato alle Politiche per il Sociale e Giovanili con l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, in collaborazione con la Provincia, la Casa Circondariale di Campobasso e BeFree Molise.

L'attrice Palma Spina legge le poesie di Franco Arminio

L’attrice Palma Spina legge le poesie di Franco Arminio

L’iniziativa si apre non a caso il giorno di S. Valentino e viene ospitata nella sala grande del Circolo Sannitico a Campobasso. Il primo incontro è con Franco Arminio, scrittore di origini lucane e di fama nazionale, nonchè “paesologo” (qui il suo blog sulla paesologia). Arminio legge alcuni passaggi dalla sua ultima raccolta di poesie “Cedi la strada agli alberi” [ed. Chiarelettere] nel silenzio discreto e attento dei (tanti) intervenuti. Il tono è solenne quando si legge e piacevole e raccolto nelle pause. Lo scrittore ama stare in mezzo agli altri, specie in mezzo alla “sua” gente, quella del centro-sud Italia alla quale si sente profondamente legato e che ha ispirato tutte le sue poesie. “Ditemi i nomi dei vostri paesi d’origine. Adoro stare ad ascoltare nomi di paesi che non conosco”, dice ad un certo punto lo scrittore originario di Bisaccia.

Alcuni momenti della conferenza stampa di Franco Arminio

Alcuni momenti della conferenza stampa

Senza mai cadere nella retorica, la presentazione di un libro diventa occasione di scambio reciproco di conoscenze tra autore e pubblico presente. La vicinanza spaziale, la semplicità che non fa rima con superficialità, la magia delle piccole cose -patrimonio dei paesi e dei piccoli centri, depositari di una consapevolezza e di una magia pericolosamente in via d’estinzione. Per una sera, niente pose radical chic tipiche di certi ambienti, niente volgarità né arroganza social. Con naturalezza,

La questione centro-meridionale è al centro del dibattito e il vero nemico da combattere è rappresentato da quelli che lo stesso Arminio ha etichettato come “Gli scoraggiatori militanti”, di solito arroccati al bar del paese con il bicchiere in mano e la bocca perennemente piena di disfattismo.

Franco Arminio si inginocchia quando parla dei giovani, della terra, si commuove quando pensa ai vecchi che abitano ancora queste terre di mezzo, chiama a sé giovani e meno giovani, attori, sindaci, scrittori per conoscerli e scambiare due chiacchiere con loro. L’autore (che non si è mai spostato dalla sua casa natìa) prosegue con aneddoti di gioventù e provocatorie iniziative come quella, spassosissima, del finto ateneo universitario creato insieme ad un gruppo di amici del paese (ci si può registrare a questo link: Università degli Accidiosi). La questione centro-meridionale è al centro del dibattito e il vero nemico da combattere è rappresentato da quelli che lo stesso Arminio ha etichettato come “Gli scoraggiatori militanti”, di solito arroccati al bar del paese con il bicchiere in mano e la bocca perennemente piena di disfattismo.

L’apologia di una certa porzione d’Italia diventa spunto per riportare le cose del mondo al loro peso originario e il pubblico molisano partecipa attivamente a questa grande lezione delle piccole cose. La rivoluzione termina con un canto composto ma appassionato. Come lo sono i molisani migliori.

 di Giuseppe Piacente

 

Author: copyisteria

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